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Parametri della magnetoterapia PEMF: gauss, Hz, intensità e durata

Quanti gauss servono? Quale frequenza in Hz? Per quanto tempo? Risposte prudenti basate sulla letteratura, non istruzioni cliniche: i parametri vanno sempre definiti dal medico o dal fisioterapista che conosce dispositivo e condizione.

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Le grandezze in gioco

Quando si parla di magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati entrano in gioco tre grandezze fisiche principali: intensità del campo magnetico (gauss, mT, μT), frequenza dell'impulso (Hz) e durata dell'esposizione (minuti per seduta, settimane per ciclo).

Intensità: gauss, milliTesla e microTesla

L'intensità del campo magnetico generato si misura in Tesla (T) o nei suoi sottomultipli (milliTesla mT, microTesla μT). Un'unità più vecchia, ancora molto usata nei materiali commerciali, è il gauss (G). La conversione è semplice: 1 mT = 10 G, quindi 100 G = 10 mT, 1 μT = 0,01 G.

I dispositivi PEMF a uso domiciliare lavorano in genere a intensità basse, nell'ordine dei microTesla o di pochi milliTesla. I dispositivi clinici e gli stimolatori per ossa possono raggiungere valori superiori, ma più alto non significa automaticamente più efficace.

Frequenza: Hertz

La frequenza, espressa in Hertz (Hz), indica quante volte al secondo il campo si ripete. La maggior parte degli studi su PEMF in ambito muscolo-scheletrico utilizza frequenze comprese tra pochi Hz e qualche decina di Hz (low-frequency PEMF). Non esiste un'unica frequenza "giusta" per ciascuna condizione e i protocolli sperimentali variano molto.

Durata della seduta e ciclo di trattamento

Anche la durata della singola seduta (da pochi minuti a diverse ore al giorno) e il numero totale di applicazioni nel ciclo cambiano molto da uno studio all'altro. Negli studi su fratture, ad esempio, sono frequenti esposizioni quotidiane prolungate per molte settimane.

Range dei parametri usati negli studi

Valori indicativi tratti dalla letteratura clinica. Sono orientativi, non protocolli prescrittivi: gli studi sono eterogenei e i dispositivi non sono intercambiabili.

Area clinicaIntensità tipicaFrequenza tipicaDurata
Artrosi del ginocchioTipicamente μT – pochi mT1–75 Hz (frequente: < 50 Hz)Sedute 15–60 min, cicli di 4–8 settimane
Lombalgia / cervicalgiaμT – pochi mTPochi Hz – qualche decinaSedute 20–30 min, cicli di alcune settimane
Fratture e ritardi di consolidazioneAlcuni mT (dispositivi dedicati)≈ 15–75 HzDiverse ore al giorno, per molte settimane
TendinopatieμT – pochi mTPochi Hz – qualche decinaSedute 20–30 min, cicli brevi

Quanti gauss / Hz: domande frequenti

Le risposte sono volutamente prudenti: l'obiettivo è inquadrare la domanda, non sostituire la valutazione clinica.

Quanti gauss servono per la magnetoterapia al ginocchio?

Non esiste un valore di gauss universale 'corretto' per il ginocchio. Negli studi clinici sull'artrosi del ginocchio si trovano intensità molto variabili, spesso nell'ordine di pochi milliTesla (decine di gauss). L'indicazione concreta dipende dal dispositivo e dal protocollo, e va definita con il medico o il fisioterapista che conosce la tua condizione.

Quanti gauss per la schiena (cervicale e lombare)?

Anche per cervicale e lombare la letteratura non identifica un valore unico di gauss. Gli studi disponibili usano intensità eterogenee, in genere basse (μT–pochi mT). I numeri molto alti pubblicizzati in marketing non sono di per sé garanzia di efficacia.

Quanti gauss per le fratture e l'osso?

Negli studi su fratture non consolidate e ritardi di consolidazione si usano tipicamente intensità nell'ordine di alcuni milliTesla, con esposizioni quotidiane prolungate per molte settimane. I dispositivi dedicati alla stimolazione ossea hanno protocolli specifici approvati: vanno seguiti su indicazione clinica, non auto-impostati.

Quale frequenza in Hz è 'giusta' per il dolore?

Affermazioni del tipo 'questa frequenza serve per il dolore, quest'altra per l'osso' sono semplificazioni di marketing. La maggior parte degli studi PEMF in ambito muscolo-scheletrico usa frequenze comprese tra pochi Hz e qualche decina di Hz, ma non esiste una frequenza unica 'corretta' per ciascuna condizione.

Più gauss significa più efficace?

No. Un'intensità più alta non è automaticamente associata a un beneficio maggiore. Quello che conta è la coerenza tra i parametri del dispositivo e i protocolli effettivamente studiati per la condizione che si vuole trattare.

Qual è la differenza tra gauss, milliTesla e microTesla?

Sono unità di misura della stessa grandezza (intensità del campo magnetico). 1 mT = 10 G; 1 μT = 0,01 G. I dispositivi domiciliari lavorano in genere a intensità basse, nell'ordine di μT o pochi mT.

Perché diffidare dei numeri di marketing

Numeri molto alti di gauss in pubblicità non sono di per sé una garanzia di efficacia. Le revisioni sistematiche sulla PEMF segnalano spesso eterogeneità dei parametri come limite principale: studi con intensità, frequenze e durate molto diverse non sono direttamente confrontabili. È uno dei motivi per cui le evidenze, in molte indicazioni, restano di certezza bassa o molto bassa.

Quello che conta è la coerenza tra i parametri del dispositivo e i protocolli effettivamente studiati per la condizione che si vuole trattare. Approfondiamo nell'articolo Parametri PEMF: perché contano negli studi e nella pagina bufale e false promesse.