Articolazioni e ossa
Artrosi del ginocchio
L'artrosi del ginocchio (gonartrosi) è una delle indicazioni più studiate per la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati. Le evidenze suggeriscono possibili benefici su dolore e funzione, ma con importanti limiti.

Cos'è
La gonartrosi è una patologia frequente, sintomatica e con outcome misurabili (dolore, rigidità, funzione). È quindi un terreno naturale per studi clinici, anche con dispositivi PEMF.
Magnetoterapia in questa indicazione
Una revisione sistematica del 2024 sull'uso dei PEMF in osteoartrosi rileva un potenziale beneficio, sottolineando però una notevole eterogeneità nei protocolli e nei gruppi di controllo. La magnetoterapia, nei contesti studiati, sembra meglio inquadrabile come complemento di un percorso più ampio, in particolare di esercizio terapeutico.
Cosa sapere prima
- L'esercizio terapeutico è uno degli interventi con evidenza più solida.
- I parametri PEMF (intensità, frequenza, durata) variano molto tra dispositivi.
- La magnetoterapia non modifica la progressione strutturale a lungo termine.
Approfondisci le indicazioni in cui la magnetoterapia è studiata nella pagina A cosa serve la magnetoterapia, e consulta sempre le controindicazioni prima di valutare qualunque trattamento.
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A cosa serve la magnetoterapia
Le indicazioni più studiate e il loro livello di evidenza.
Controindicazioni
Quando la magnetoterapia non è adatta o richiede valutazione medica.
Domande frequenti
Risposte chiare alle domande più comuni sulla magnetoterapia PEMF.
PEMF e ultrasuoni terapeutici nell'artrosi del ginocchio: confronto
PEMF (campi elettromagnetici pulsati) e ultrasuoni terapeutici sono due terapie fisiche strumentali frequentemente proposte nella gestione conservativa dell'artrosi del ginocchio. Il meccanismo, l'evidenza disponibile e il profilo di applicazione sono diversi: capirne le differenze aiuta a inquadrare cosa è ragionevole aspettarsi da ciascuna.
| Aspetto | PEMF (magnetoterapia) | Ultrasuoni terapeutici |
|---|---|---|
| Meccanismo fisico | Campi elettromagnetici a bassa frequenza, non termici, applicati in modo diffuso all'articolazione tramite solenoide. | Onde meccaniche acustiche ad alta frequenza (1–3 MHz), applicate localmente con manipolo e gel; effetto termico e/o meccanico. |
| Modalità di seduta | Seduta passiva, paziente fermo; durata tipica 30–60 minuti, possibile anche a domicilio con dispositivi dedicati. | Seduta attiva con operatore: il manipolo viene mosso sulla zona; durata 5–15 minuti, in ambulatorio. |
| Evidenza per artrosi del ginocchio | Revisioni sistematiche (incluse Cochrane) suggeriscono un possibile beneficio modesto su dolore e funzione, con certezza dell'evidenza bassa o molto bassa. | Effetto piccolo su dolore e funzione, con certezza dell'evidenza generalmente bassa; presente come opzione in alcune linee guida. |
| Tempo per percepire effetti | Cicli di 2–4 settimane; benefici riportati spesso nelle settimane successive al ciclo. | In genere riferiti nell'arco di 6–12 sedute, con effetti che tendono a esaurirsi a distanza. |
| Sensazioni durante l'applicazione | Nessuna sensazione percepibile (campo non sentito). | Lieve calore o nessuna sensazione, a seconda dell'intensità e della modalità (continua o pulsata). |
| Controindicazioni principali | Pacemaker, defibrillatori e dispositivi elettronici impiantati; gravidanza; tumori in zona di trattamento. | Tessuti con neoplasia attiva, trombosi venosa, gravidanza in zona, occhi e gonadi, epifisi di accrescimento nei bambini. |
| Compatibilità con protesi | Generalmente possibile su protesi metalliche; valutare caso per caso, soprattutto in fase post-chirurgica. | Da evitare su cemento osseo recente e in alcune protesi; richiede valutazione del fisioterapista. |
| Setting tipico | Ambulatorio, fisioterapia, anche uso domiciliare con noleggio. | Ambulatorio o studio fisioterapico, sempre con operatore. |
PEMF — pro e contro
Magnetoterapia pulsata
Pro
- Possibile beneficio su dolore e funzione, sostenuto da revisioni sistematiche.
- Trattamento passivo, ben tollerato, senza sensazioni avverse comuni.
- Possibile gestione domiciliare con cicli prolungati.
- Compatibile con la maggior parte delle protesi articolari.
Contro
- Certezza dell'evidenza bassa o molto bassa: entità del beneficio incerta.
- Eterogeneità di parametri (gauss, Hz, durata) tra studi e dispositivi.
- Controindicato con pacemaker e dispositivi elettronici impiantati.
- Cicli lunghi: difficile distinguere l'effetto specifico dalla storia naturale.
Ultrasuoni — pro e contro
Ultrasuoni terapeutici
Pro
- Sedute brevi (5–15 minuti), facili da inserire in un percorso riabilitativo.
- Trattamento mirato con il manipolo sull'area sintomatica.
- Inseriti come opzione in alcune linee guida sull'artrosi del ginocchio.
- Combinabili con esercizio terapeutico nella stessa seduta.
Contro
- Effetto su dolore e funzione piccolo e di rilevanza clinica incerta.
- Richiede sempre operatore: meno adatti a cicli lunghi domiciliari.
- Più controindicazioni locali (trombosi, neoplasie, epifisi di crescita).
- Beneficio tendenzialmente di breve durata dopo la fine del ciclo.
Indicazioni d'uso: quando può essere ragionevole l'una o l'altra
La scelta tra PEMF e ultrasuoni nell'artrosi del ginocchio non si gioca su un confronto "vince X": entrambe sono terapie fisiche con effetti modesti e si inseriscono in un percorso più ampio in cui esercizio terapeutico, gestione del peso e farmaci hanno il ruolo principale. Alcune considerazioni pratiche:
- PEMF può essere preferita quando si vuole un trattamento passivo prolungato, gestibile a domicilio (ad esempio in pazienti con scarsa autonomia di spostamento), o quando il dolore è diffuso all'intera articolazione e non ha un punto di applicazione preciso.
- Ultrasuoni possono essere preferiti quando il quadro è prevalentemente localizzato (zona pararotulea, tessuti molli peri-articolari) e si vuole integrare il trattamento nello stesso ciclo di fisioterapia attiva, con sedute brevi guidate dall'operatore.
- Combinazione — non esistono evidenze di alta qualità a favore dell'uso combinato sistematico. Ha senso quando il fisioterapista identifica obiettivi distinti (es. PEMF su tutta l'articolazione, ultrasuoni come preparazione a un esercizio specifico) e ne valuta l'effetto in modo misurabile.
- Quando evitarle entrambe — se sono presenti controindicazioni specifiche, se sostituiscono l'esercizio terapeutico, o se vengono proposte a tempo indeterminato senza obiettivi clinici verificabili.
Per altre terapie fisiche (tecarterapia, laserterapia) e il quadro complessivo delle linee guida vedi anche la pagina artrosi e la revisione Cochrane sull'artrosi.
Per i parametri tecnici della PEMF (gauss, Hz) vedi la pagina parametri PEMF.